Giocare alla guerra
Come l'industria ludica militarizza le nostre menti
I nerd dominano i nuovi campi di battaglia e i joystick rimpiazzano i fucili. Da dove viene l'intreccio macabro di violenza e intrattenimento che fa somigliare le guerre ai videogiochi?
Giocare non è mai stato innocente: tra i giochi militari ottocenteschi, Dungeons & Dragons e i simulatori nucleari della Guerra Fredda c'è un legame profondo, che arriva fino a popolarissimi videogiochi odierni come Call of Duty, capaci di tramutare le guerre reali in spettacoli da consumare.
Da secoli i giochi servono gli imperi e addestrano la popolazione alla logica del conflitto. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi: in Russia e Ucraina si reclutano videogiocatori per pilotare droni, e a Gaza l'industria militare-digitale usa intelligenze artificiali progettate per uccidere.
Questo libro ricostruisce come siamo arrivati qui e denuncia il potere dei giochi di rendere normale l'idea di una guerra che non finisca mai.